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Prosegue il ciclo delle mostre realizzate da DiPaoloArte dedicate ai
maestri italiani del ‘900 e in particolare ai protagonisti dell’arte
astratta e informale. Dopo Emilio Scanavino, l’attenzione della
galleria si rivolge a un altro maestro degli anni Sessanta e Settanta,
Roberto Crippa. Singolare personalità della ricerca artistica e della
sperimentazione, Crippa nacque a Monza nel 1921 e morì a soli
cinquantun anni a causa di un incidente durante un volo con il suo
aereo monoposto, vicino all’aeroporto di Bresso (MI). Dopo il diploma
all’Accademia di Brera, già nei primissimi anni del dopoguerra, il suo
temperamento originale e spregiudicato gli consentì di liberarsi dagli
influssi del post-cubismo e di trovare una sua cifra stilistica,
orientata verso una ricerca astratta e materica insieme, che sarebbe
stata la sua caratteristica dominante. In essa elementi fondamentali
sono il movimento, lo spazio, la fisicità primitiva e suggestiva dei
materiali, attraverso cui si esprime un dinamismo che scardina le
regole di un approccio mimetico al reale e ne sovverte la visione con
inediti esiti formali ed evocativi. A soli ventisette anni, nel 1948
Crippa è già presente alla Biennale di Venezia e alla Triennale di
Milano, e partecipa al movimento spazialista insieme a Fontana, Dova,
Peverelli, Guidi e Baj. Negli anni successivi e fino al 1972, anno
della sua prematura scomparsa, si intensifica la sua attività
espositiva con mostre in tutto il mondo sempre accompagnato da unanimi
consensi. Dipaoloarte vuole avviare una riscoperta di questo artista e
delle sue opere, frutto di una assoluta libertà ideativa, lavori che
oggi rivelano tutto il loro potenziale innovativo, se paragonate alle
ricerche a lui successive e da lui ispirate. La mostra “Roberto Crippa,
spazio e materia” raccoglie una serie di opere di assoluto rilievo,
tutti pezzi unici importanti sia per la datazione che per le qualità
intrinseche e la rappresentatività: sono presenti tutte le sue più
celebri serie, i “Sugheri”, le “Spirali”, i “Polimaterici”, con un
percorso storico che va dal giovanile “Composizione” un olio del ’49,
al grande “Galassie” un tondo di cm. 130 di diametro, dal suggestivo
“Landscape” con sugheri e collage del ’62 a “Totemica”, un polimaterico
di prepotente fisicità del ’64.
Nicolò Di Paolo
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