MOSTRA “MORENI OSPITA AFRO”

Il Comune di Santa Sofia (FC), in collaborazione con l’Archivio Afro di Roma, presenta l’esposizione dal titolo “Moreni ospita Afro”, che inaugura sabato 16/2/2019 presso la Galleria d’arte contemporanea “Vero Stoppioni” di Santa Sofia. Afro viene ospitato in quella che è definita “la casa di Mattia Moreni”, in quanto nella Galleria Stoppioni di Santa Sofia sono esposte in permanenza la grande opera polimaterica
dedicata alla decadenza della società contemporanea “Mistura”, realizzata da Moreni fra il 1976 e il 1984, e cinque grandi autoritratti del ciclo della “Regressione della Specie e Belle arti”.
Sono proprio gli autoritratti moreniani, databili dal 1985 al 1988, che aprono l’esposizione e danno simbolicamente il benvenuto a diciassette dipinti di Afro, gentilmente concessi dalla Fondazione Afro, che costituiscono una esemplificazione della produzione dell’artista dagli anni trenta agli anni settanta. Si parte infatti da un “Paesaggio con rovine” del ‘35 e da un autoritratto a matita del ‘45, per passare poi alle opere degli cinquanta e sessanta, in cui prevale il linguaggio informale, fino ad arrivare ad uno splendido arazzo, “Ponte dei pugni”, del 1975, realizzato un anno prima della morte dell’artista.
Il rapporto fra due pittori risale agli anni cinquanta quando entrambi verranno inseriti nel Gruppo degli Otto, attivo fra il 1952 e il 1954. Come scrive Flaminio Gualdoni nel catalogo della mostra “E’ il 1952, quando i percorsi di Mattia Moreni e del più maturo Afro Basaldella, di otto anni maggiore, s’incrociano pienamente in una congiuntura comune. Faranno parte del gruppo, assieme a Moreni e ad Afro, Birolli, Corpora, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova. L’esposizione presso la Galleria Stoppioni consentirà anche un confronto fra i due artisti nel periodo in cui fecero parte degli Otto, attraverso una scelta di opere esemplari, fra cui emerge l’opera moreniana “Composizione n. 222” (1952).
La mostra rimane aperta fino al 22 aprile ed è accompagnata da un catalogo con testi critici
di Flaminio Gualdoni e Claudio Spadoni.