Antonio Corpora (Tunisi, 15 agosto 1909 - Roma, 6 settembre 2004) è un pittore italiano; nel 1928 entra all’ "Ecole des Beaux Arts" della sua città dove studia con Armand Vergeaud, condiscepolo di Matisse, Dufy, Rouault, Marquet. Arrivato a Firenze nel 1929, frequenta le lezioni di Felice Carena; il clima culturale conservatore della città lo porta, nel 1930, a trasferirsi a Parigi dove entra in contatto con Léopold Zborowski e completa la sua formazione artistica in una realtà influenzata dalle grandi scuole post-impressioniste, cubiste e fauves. Incontra Carlo Belli e nel 1934 gli astrattisti quali Fontana, Reggiani e Soldati della Galleria milanese Il Milione; è qui che nel 1939 inaugura la sua seconda personale in Italia. Torna definitivamente in Italia nel 1945, stabilendosi a Roma dove, ospite di Guttuso, si batte in favore di un rinnovamento del linguaggio pittorico italiano in senso europeo. Partecipa alla creazione del Fronte nuovo della arti e successivamente collabora con il Gruppo degli Otto (Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova). A metà degli anni Cinquanta, Corpora è ormai un protagonista affermato della scena artistica italiana ed europea. La sua pittura inizia progressivamente a sciogliere le geometrie cubiste. L’attività espositiva è molto intensa; è presente alle Biennali di Venezia di '48, ’50, '52, ’56, ’60, ’66. Nel 1954 vince un premio acquisto alla seconda edizione del Premio Spoleto ed il primo premio alla Quadriennale di Roma nel 1955. A livello internazionale Corpora partecipa a Kassel, espone a Berlino, Parigi, New York; alcune delle sue opere entrano nelle collezioni dei musei americani (MoMA). In questi anni Corpora dialoga con l'informale europeo abbandonando ogni senso di costruzione geometrica; i colori tendono a scurire e sono dati attraverso velature sovrapposte. A metà degli anni Sessanta i quadri divengono più chiari e tendono ad organizzarsi in strutture rettangolari; negli anni successivi continua a dipingere ed a esporre in moltissimi musei e gallerie private di tutto il mondo. Scrivono di lui anche Pierre Restany e Cesare Vivaldi. La sua pittura acquista, sul finire degli anni Settanta, una grande libertà espressiva che fa uso anche di tecniche innovative, come quella che l'artista chiama “murale” ed il “dripping”. Nell'anno 2003 riceve il Premio Nazionale "Presidente della Repubblica".