Figura di primo piano dell'arte internazionale negli anni Sessanta è Domenico Gnoli, il più originale interprete della Pop in chiave italiana che sviluppa un suo personale linguaggio, privo di riscontri analoghi nelle esperienze contemporanee. Presente in mostra con due opere del 1954 e 1963, il fascino di questo artista così particolare risiede nella capacità di conciliare un linguaggio di chiara impronta pop con rarefatte atmosfere metafisiche che, quanto le dimensioni irrealmente ingigantite degli oggetti rappresentati, contribuiscono a creare un senso di spaesamento e straniamento. L’artista viene considerato il degno discendente della “metafisica” dechirichiana e uno dei maggiori rappresentanti del cosiddetto “iperrealismo” pittorico.