Emilio Scanavino (Genova, 28 febbraio 1922 - Milano, 28 novembre 1986) è un pittore e scultore italiano vicino all’espressionismo astratto e alla ricerca artistica di Hans Hartung e Georges Mathieu. Durante il liceo artistico conosce Mario Calonghi, figura fondamentale per la sua prima formazione; infatti, già nel 1942 allestisce la prima mostra personale presso il Salone Romano di Genova, per poi iscriversi alla Facoltà di Architettura dell'Università di Milano. Nel 1947 si reca per la prima volta a Parigi dove incontra poeti e artisti quali Jaguer, Wols, Bryen e dove entra in contatto con gli echi del postcubismo che interpreta in chiave personale. Nel 1950 espone alla XXV Biennale di Venezia; l’anno successivo organizza una personale alla Apollinaire Gallery, ed è proprio a Londra che inizia a frequentare Philip Martin, Eduardo Paolozzi, Graham Sutherland, Francis Bacon. Apre successivamente il suo studio a Milano, ed il critico Guido Ballo, insieme ai galleristi Guido le Noci e Arturo Schwrz, si occupano del suo lavoro. Nel 1952 il lavoro nella fabbrica di Ceramiche Mazzotti ad Albissola Marina gli permette di incontrare ancora numerosi artisti tra cui Fontana, Crippa, Baj. Nel 1954 espone nuovamente alla Biennale di Venezia; vincitore di tanti premi tra cui il Premio Graziano, il Premio Lissone, il Premio Prampolini, il Premio Pininfarina, nel 1971 a seguito di una operazione alla testa, dà avvio ad una nuova fase creativa, abbandonando la sperimentazione e tornando a percorsi più consueti. La sua attività espositiva continua ad essere intensa; si ricorda la collaborazione con lo sculture Alik Cavaliere per la per Biennale di San Paolo del 1971. Tra i molti critici che si occupano della sua opera ricordiamo Crispolti, Ballo, Giani, Jaguer, Sanesi.