Mattia Moreni (Pavia, 12 novembre 1920 - Brisighella, 29 maggio 1999) è uno scultore e pittore italiano. Dalla formazione neocubista, alla partecipazione al Gruppo degli Otto insieme ad Afro, Birolli, Corpora, Santomaso, Morlotti, Turcato, Vedova, è uno dei primi ad abbracciare la novità delle tematiche informali. Vincitore del premio acquisto alla seconda edizione del Premio Spoleto nel 1954, partecipa due anni dopo alla Biennale di Venezia con Francesco Arcangeli. All’interno della sua arte tratta gli oggetti più vari: cartelli stradali, baracche, immagini di legno, angurie, meli, pellicce. Le angurie antropoidi rappresentano in particolare il disfacimento e la decadenza dell'uomo contemporaneo. La regressione della specie umana si manifesta in immagini come nella serie dei macro sessi femminili oramai sterili, o in complessi insiemi di simboli tra i quali l'abbinamento umanoide-computer. Al tema del rapporto uomo-macchina-computer Moreni dedica l'ultima fase della sua attività. La sua ultima opera si svolge per gran parte in Romagna, dove crea cinque autoritratti, attualmente locati nella Galleria Vero Stoppioni, una non-anguria - composizione in ferro dipinto del 1976, e la monumentale Mistura del 1984. Mattia Moreni viene descritto dal gallerista Enzo Spadon, che dal 1985 investe il proprio lavoro nella rivalutazione, come uno degli artisti più innovativi, sia intellettualmente sia per la forza espressiva, di materiche immagini dense di pittura.