George Baselitz

Fondazione Beyeler, Basilea

21 Gennaio 2018-29 Aprile 2018

 Per gli ottanta anni del grande artista tedesco George Baselitz (1938), la Fondazione Beyeler di Basilea in collaborazione con Hirshhorn Museum e il Sculpture Garden di Washington, ha organizzato una mostra personale per celebrarne la ricca attività artistica, che ha dato vita a dipinti e sculture realizzati nel corso degli ultimi sessant’anni.

La retrospettiva si compone di ottanta quadri e dieci sculture realizzate dal 1959 ad oggi.

L’importanza di Baselitz è fondamentale per la pittura Europea e Americana, in quanto egli, sin dagli esordi avvenuti nel 1961 con il testo di ispirazione surrealista “Pandemonium”, afferma che l’arte non può fermarsi alla raffigurazione secondo i vecchi canoni, ma deve rappresentare una posizione di dissenso espressa dall’artista che si pone davanti all’opera e alla storia in modo nuovo e critico.

Sebbene Baselitz venga definito neoespressionista dalla modalità di utilizzo del colore, egli innova il suo stile e linguaggio pittorico rappresentando figure capovolte.

Rovesciare la tela per Baselitz significa spostare l’attenzione dall’oggetto del quadro al soggetto che lo dipinge. Significative, in tal senso, sono le opere “Pittura con le dita-Aquila” del 1972 e “Stanza da letto” del 1975.

Tra le opere esposte anche la scultura presentata alla Biennale di Venezia del 1980 intitolata “Modello per una scultura” opera in legno dipinta a tempera ritenuta all’epoca scandalosa in quanto molti ne identificarono una rappresentazione di Hitler con il braccio destro proteso in un saluto nazista.

Le sculture, ricavate da tronchi di albero, parzialmente lasciati grezzi, richiamano le figure rappresentate, ma allo stesso tempo la tecnica con la quale sono realizzate riporta l’attenzione al primitivismo, all’esotismo, con l’intento di decostruire la realtà facendola ritornare alla propria storia iniziale, richiamando quel “dissenso” che lo aveva portato a rappresentare le figure capovolte, enfatizzandone ancora una volta, il rapporto dell’autore nei confronti della storia e della realtà.